La Passera Scopaiola

Quest’anno per la prima volta anche la passera scopaiola (Prunella modularis) è ospite delle mie mangiatoie. Sarà la neve caduta abbondante e poi gelatasi al suolo o saranno le rigide temperature, fattostà che anche questo timide passeriforme è venuto a nutrirsi alla mangiatoia. Anche se nei mesi estivi la sua dieta è tipicamente quella di un insettivoro, ha approfittato dei semi messi nella casetta non essendo certo il tipo da appendersi ai cilindri con le palline. Nei miei ambienti di campagna pedemontana la avvisto solo d’inverno e il suo nome inglese Hedge sparrow definisce bene l’habitat che predilige: ama infatti muoversi furtivamente nei cespugli e nelle siepi, un pò come fa il pettirosso. Il suo nome italiano lo deve invece al fatto di nidificare in zone dove vegeta l’erica scoparia: un basso cespuglio in cui costruisce il nido in un luogo ben protetto e nascosto. Ma la sua caratteristica è un’abitudine riproduttiva: al contrario della maggior parte delle specie che sono monogame, fa infatti parte di quel 2% che attua la poliandria. La femmina, cioè, per aumentare la probabilità di successo della nidificazione e dell’allevamento della prole, durante la stagione degli amori si accoppia con due maschi. I nidiacei avranno così la possibilità di essere allevati da tre genitori: la mamma e i due papà, che istintivamente, anche se non sanno quali dei piccoli è loro figlio, nutrono indifferentemente tutta la nidiata.
La Natura per questo mi affascina: è in grado di stupirci sempre, anche in una creatura così piccola e poco appariscente. E se ci fermiamo un attimo a riflettere troviamo la perfezione e un’accurata genialità in tutto ciò che ci circonda e che è frutto di un disegno divino. E’ così che nasce l’amore e il rispetto per ogni forma di vita e l’umiltà nell’approcciarsi a tutta la Creazione.

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