L’alfabeto del Birdgarden “B”

B Nel nostro immaginario qual è quell’animale che abita il Birdgarden che comincia con la “b”?

Non è forse il simpatico e innocuo Bombo?

Del genere Bombus il bombo comune (Bombus terrestris) è il rappresentante più comune e conosciuto nei nostri climi. Efficacissimo impollinatore, mansueto seppur dotato anch’esso di pungiglione (la regina e le operaie) ha subito purtroppo il degrado, l’impoverimento degli habitat naturali e l’effetto dei pesticidi. Eppure, con il suo rumoroso ronzio e la sua tozza corporatura, è una presenza che non passa inosservata nei nostri giardini.

Molto interessante la sua biologia. I bombi sono insetti sociali che vivono in colonie formate da pochi esemplari e non sopravvivono generalmente con l’arrivo dei primi freddi, tranne le femmine fecondate (ovvero le regine) che, dopo la morte della colonia, cercano un luogo riparato dove trascorrere i rigori della stagione invernale. In primavera, a seconda delle temperature, la regina si sveglierà dal letargo e cercherà subito dei fiori per nutrirsi e fondare la nuova colonia. I nidi, in genere, vengono costruiti in piccole cavità nel terreno o negli alberi come tane abbandonate, tronchi di alberi cavi, fessure tra muri di pietra, ecc. La regina provvederà a costruire una piccola cella di cera dalla caratteristica forma ad anfora nella quale depositerà alcune uova e che riempirà di cibo. Le prime uova danno origine a femmine sterili che si occuperanno, come operaie, della raccolta del polline per la colonia e di aiutare la regina nella costruzione di nuove celle. Dalla metà dell’estate compaiono le prime femmine in grado di riprodursi; queste deporranno uova non fecondate che daranno origine ai maschi. I maschi feconderanno le nuove femmine nate alla fine dell’estate le quali svilupperanno la nuova colonia l’anno seguente.

Quindi come possiamo invitare e aiutare questo nostro piccolo ospite? Cerchiamo di fornirgli cibo, nettare e polline, assicurandoci che nel nostro giardino ci siano fiori o arbusti fioriti tutto l’anno, ma soprattutto nel tardo autunno (uno fra tutti e il più ambito è il corbezzolo) e nell’inizio della primavera (il salicone, Salix caprea, il più precoce e quello più adatto ai giardini, è il più visitato perchè con il 4% di azoto e il 22% di proteine è senz’altro il più nutriente). E poi anche qualche luogo dove il bombo possa dissetarsi: se abbiamo installato un abbeveratoio per gli uccellini andrà benissimo. Il nido solitamente è costruito in piccole cavità del terreno o dei tronchi degli alberi per cui facciamo attenzione a lasciare indisturbate delle zone del giardino, dove magari il prato è tenuto più naturale o dove abbiamo piantato una bordura di erbacee perenni. Le proposte di nidi artificiali per i bombi sono sicuramente interessanti per noi, ma è ben raro che vengano utilizzate.

Lasciamoci quindi affascinare da questo piccolo, laborioso e simpatico insetto. Seguiamolo nei suoi voli da fiore in fiore e assicuriamoci di dargli il giusto sostegno soprattutto nei periodi più critici. Un bellissimo libro incantevole e istruttivo che ci tufferà nel mondo dei bombi è “Il ritorno della Regina” di Dave Goulson: scritto da un appassionato naturalista e ricco di aneddoti ci trasmette l’amore e l’incanto per queste affascinanti creature.

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